Quale accordatura scegliere ?

Per un pianoforte, a differenza degli strumenti storici, l’accordatura consigliata e’ quella temperata, ma non e’ possibile applicare la stessa accordatura a tutti i pianoforti. E’ per questo che l’accordatura fatta esclusivamente con mezzi elettronici non porta a buoni risultati. Ogni pianoforte ha le sue risonanze l’accordatore, che ha un orecchio allenato ed affinato, le riconosce durante l’accordatura e le rispetta, donando ad ogni strumento una diversa personalità.

Rasare o sostituire i feltri dei martelli ?

Quando il suono diventa percussivo e si percepisce distintamente il “toc” del martello che batte sulla corda, probabilmente la testa del martello ha i feltri solcati o appiattiti. Se i feltri non sono molto consumati o deteriorati e se la rasatura non e’ stata effettuata altre volte e possibile rasare le teste dei martelli e successivamente intonarle per donare nuovamente una sonorità al pianoforte, con una spesa decisamente inferiore alla sostituzione. Quando invece la rasatura non e’ possibile la sostituzione delle sole teste dei martelli e’ la soluzione migliore. Utilizzo esclusivamente materiale di prima qualità, non cinese, e mi rifornisco direttamente dalla ABEL , una delle case piu’ rinomate per quanto riguarda i martelli dei pianoforti, in Germania.

Ogni quanto tempo va accordato un pianoforte ?

Sicuramente non oltre i due anni, ma poi ci sono tanti fattori che contribuiscono. Prima di tutto il pianoforte stesso, ci sono quelli che tengono l’accodatura per piu’ tempo, ed altri no. Poi c’e’ il fattore uso: piu’ si suona piu’ e’ probabile che il pianoforte si scordi. Infine c’e’ il fattore climatico, sbalzi di temperatura ed umidità contribuiscono a scordare il piano. Dimenticarsi di accordarlo rende la prima accordatura piu’ problematica, con il rischio che il pianoforte non sia piu’ accordabile decentemente, se non a fronte di interventi piu’ costosi della semplice accordatura.

Ho un pianoforte  vecchio e non accordato da anni, cosa

mi conviene fare ?

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E’ la domanda che molti mi pongono quando mi chiamano, anche al telefono. Premesso che non c’e’ niente che non si possa ripristinare, bisogna sempre ragionare in termini di “quale uso si vuole fare dello strumento”. Se il proprietario ha interesse a ripristinare un pianoforte per un restauro filologico, e perche’ crede che lo strumento abbia una valore ( economico o affettivo) allora si affronta l’operazione sapendo che occorerrà intervenire in tutti i punti dove sono presenti difetti e problemi, ci potrebbe volere del tempo ed anche i materiali originali potrebbero avere un costo. Se invece si intende rimettere in condizioni di suonare lo strumento, ad esempio per far iniziare a studiare  un principiante, allora l’operazione puo’ essere parziale e concentrata sul risistemare al meglio la meccanica e impostare una accordatura. Capita spesso di trovare dei pianoforti di 30-40 anni acquistati dai genitori del proprietario che in gioventu’ ha studiato il piano, ed adesso vorrebbe riprendere o far avvicinare i suoi figli alla musica. Tipicamente in questi casi si riesce con due accordature effetuate a distanza di qualche settimana a ripristinare il piano alle condizioni originali e renderlo suonabile. Un pianoforte di 50 anni tenuto ben puo’ essere tranquillamente un pianoforte che puo’ dare ancora tante soddisfazioni, esistono degli Steinway di quasi 100 anni che, ovviamente restaurati da grandi specialisti, ancora oggi suonano divinamente. Ci sono invece dei casi di pianoforti veramente malridotti con feltri consumati e mangiati da topi e insetti, molle ed altri particolari metallici cotti e ossidati, corde assenti e caviglie che non tengono  la tensione delle corde, sui quali un intervento “leggero” non raggiungerebbe mai una condizione di decenza per l’utilizzo dello strumento. Ho conosciuto dei genitori che avevano avuto in regalo un vecchio pianoforte malridotto, con dei bambini che iniziavano a studiare musica, e molto sinceramente ho preferito consigliarli ed assisterli per l’acquisto di un pianoforte, anche usato e/o di provenienza asiatica, piuttosto che accettare il lavoro di ripristino di uno strumento che in breve sarebbe ritornato insuonabile, facendo perdere l’entusiasmo a chiunque. Quindi  prima di decidere bisogna vedere lo strumento in che stato si trova, e poi molto onestamente consigliare il proprietario sull’opportunità di procedere o meno.

I pianoforti dei mercatini dell’usato, vale la pena ?

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