L’accordatura
Dopo aver verificato il buon funzionamento e regolato la meccanica si passa alla fase
di accordatura.
L’accordatura di un pianoforte e’ una operazione che richiede attenzione,
concentrazione e che non puo’ essere svolta in maniera automatica e ripetitiva in
quanto ogni pianoforte ha una sua caratteristica di inarmonicità che lo rende unico.
Di regola un pianoforte andrebbe accordato una o due volte l’anno, tipicamente due
tre settimane dopo che e’ stato acceso o spento il sistema di riscaldamento.
A tale proposito e’ utile ricordare che oltre ovviamente alla percussione dei martelli, ed
alla movimentazione del pianoforte, variazioni di temperatura ed umidità
contribuiscono alla perdita della accordatura.
L’accordatura cosiddetta “ad orecchio” garantisce i migliori risultati ma richiede silenzio
e concentrazione.
E’ quella che preferisco, ma molto spesso occorre fare velocemente e intorno non ci
sono le dovute condizioni di silenzio: veicoli che passano, gente che parla, per non
parlare di tagliasiepi e motoseghe dei vicini quando mi capita di accordare strumenti in
case di campagna!
Per cui porto sempre con me anche un palmare con un SW sofisticato ( e’ il
programma in assoluto che costa piu’ di tutti sull’Applestore) che attivo all’occorrenza,
e che mi aiuta a centrare velocemente la giusta accordatura, per poi passare alla
rifinitura ad orecchio.
Una accordatura e’ un processo che, se il pianoforte “regge” ,e non era molto
scordato, si completa in circa due ore.
Pianoforti che non sono accordati da qualche anno spesso richiedono una tripla
“passata” per cui il tempo si allunga fino a richiedere 3-4 ore e talvolta anche di piu’.
Pianoforti che non vengono accordati da piu’ di cinque anni possono invece richiedere
un terzo passaggio, che pero’ e’ bene effettuare a qualche giorno di distanza, per
consentire alle corde di stabilizzarsi.
Anche in caso di sostituzione di una o piu’ corde potrebbe rendersi necessario , dopo
qualche giorno, tornare a sistemare l’accordatura in quanto il metallo nuovo richiede
un po’ di tempo per assestarrsi in tensione e quindi la nota potrebbe calare
leggermente.
Per accordare uno strumento occorre avere oltre ad un ottimo orecchio musicale, una
sensibilità per cogliere gli armonici delle note e degli intervalli musicali, ma anche una
strumentazione professionale ed adeguata nonche una preparazione tecnica che si
acquisisce formandosi presso delle scuole specifiche e facendo tanto tirocinio e pratica.
L’intonazione
Terminata l’accordatura in alcuni casi e’ necessario procedere con l’intonazione.
Con il passare del tempo non tutti i suoni sembrano essere uguali ed uniformi, qualche
nota appare piu’ ovattata, altre invece piu’ risonanti o addirittura tendenti ad un suono
percussivo o metallico.
L’intonazione dei martelli, effettuata con uno speciale attrezzo fornito di aghi, consente
di plasmare il suono addolcendo il timbro, accentuando l’attacco o rendendo la nota
piu’ brillante.
© www.accordatorepiano.it
Gli strumenti
•
La chiave di accordatura e’ lo
strumento principale
dell’accordatore.
Deve essere di ottima qualità per
imprimere la giusta torsione alla
caviglia ,la chiave che viene girata per
tendere o allentare la corda.
•
Altri strumenti sono gli
smorzatori, ovvero dei cunei di
feltro o gomma usati per
silenziare una o due corde.
•
Un buon tuner elettronico, per
impostare la prima ottava.
ed infine i piu’ importanti :
•
un ottimo orecchio
•
una sensibilità alla piacevolezza
del suono
•
tanta pazienza e precisione.
Accordatore Pianoforti Lucca
Tecnico Accordatore Pianoforti verticali e coda